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21.04.2022
QUID NEWS

«Il fatto che esistano poche Fintech non dà dinamismo all’intero settore finanziario e all’innovazione nel nostro Paese. Occorre invece fare sistema e porsi all’attenzione dell’Europa, come per esempio fanno i Paesi scandinavi con tutte le soluzioni di instant payment che hanno trovato un filone di innovazione in termini di Fintech e hanno moltiplicato il valore del settore». Così Elio Catania, Presidente di Quid Informatica, ha commentato i risultati della ricerca Equita The FinTech Revolution, presentata nell’ambito della Fintech Investor Conference.

«Questa analisi ci fa capire quanto il Fintech sia indietro in Italia, ma quanto sia importante il ruolo che può giocare l’allargamento dell’ecosistema legato alle Fintech, in un quadro normativo paritetico e alle dimensioni dell’innovazione che si porta dietro. In poche parole, significa lavorare sulle infrastrutture, sulle competenze, innestare più reattività e velocità nel sistema complessivo della finanza e dei pagamenti e una vicinanza alle esigenze del sistema produttivo. Lo sviluppo tecnologico – ha proseguito Catania – degli ultimi anni determinerà sempre più una radicale rivoluzione macroeconomica del sistema finanziario mondiale, creando nel settore nuove competenze e figure professionali, nonché nuovi modelli operativi e di business rispetto a quelli attuali. È un’opportunità per l’intera industria economico-finanziaria».

«Stiamo assistendo ad una propagazione sempre più veloce delle innovazioni tecnologiche e al ripensamento dei tradizionali business model adottati nei vari settori stimolato dalle Fintech. È necessario ora un impegno corale affinché tutte le energie vengano messe a terra, per colmare il gap che ci distanzia tutt’ora dal resto d’Europa, stimabile in spese R&D che puntino al 3% del Pil dall’1,5 attuale, e al 6,5% di Pil (dal 4,5%) negli investimenti in digitale. Il PNRR rappresenta un fattore determinante con ingenti risorse destinate proprio al digitale, intorno ai 50 Miliardi, in tutte le sue forme di trasversalità. È altresì importante che l’offerta da parte degli attori del digitale in Italia cambi e sia adeguata, sappia quindi interpretare le istanze delle imprese. Quid Informatica – ha concluso il nostro Presidente – è un modello di riferimento, da questo punto di vista, conosce i processi delle imprese, le affianca nel definire i percorsi di evoluzione, costruisce con i propri clienti un partenariato di lungo periodo basato sulla fiducia e sul mantenimento degli impegni presi. Qualità e velocità di realizzazione sono le parole chiave nella fase attuale della digitalizzazione».

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